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Il caffè della Domenica/ el cafè de los Domingos

Il caffè della Domenica/ el cafè de los Domingos

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Da piccola adoravo il caffè della domenica… ci vuole un piccolo chiarimento: no, non è il caffè in coda al pranzo domenicale, quello era immediato, no, parlo invece di quel caffè che si preparava aspettando la “visita”, il più delle volte erano i parenti stretti, zii, nonni, a volte gli amici più cari, altre volte gente che veniva da lontano.
Ho avuto una maestra eccezionale, mia madre. Per lei il ricevere è un arte e come lei mi piace coccolare i miei ospiti: ricordo i vassoi coperti a festa con delle tovagliette ricamate e i dolcetti in bella mostra, le caramelle, cioccolatini, le torte alla panna che portava mio
nonno Salvatore, e poi il servizio “Buono”, le tazzine di porcellana quasi trasparente, i tovaglioli piccoli con le iniziali, i bicchierini di cristallo per i liquori, ma soprattutto ricordo l’armonia, l’aria
serena e felice che si respirava, la voglia di ritrovarsi ed io in un angolino, che adoravo sentire le conversazioni dei grandi…..
“Mise en place” molto facile per ricreare un’atmosfera d’antan…. Avete presente quel servizio talmente bello e delicato che non usate mai??? Ecco quello, e le tovagliette che vi hanno fatto ricamare per un estate intera??? Ecco quelle, e la posateria piccola??? Sì, quella che ogni volta vi domandate chi diavolo ve l’ha regalata e perché??? Ecco anche quella.
Non serve altro, basta appoggiare tutto in armonia, aggiungere qualche confetto qua e là, dei cioccolatini, una piantina, dei fiori e sarete pronte per ricevere chiunque, ma più di tutto vedrete la felicità dei vostri ospiti consapevoli di essere graditi.

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De pequeña adoraba el café de los domingos… me explico, no, no era el café en cola a la comida dominical ese era inmediato, no, hablo del rito del café que se preparaba esperando la “visita”, las más de las veces eran parientes cercanos, tíos, abuelos, otras eran los amigos más queridos y otras aun, gente que venía de lejos.
E tenido una maestra excepcional, mi madre, para ella recibir es un arte, y como ella me gusta mimar a mis invitados, recuerdo bandejas vestidas de fiesta con mantelitos bordados y dulces bien expuestos, caramelos, bombones, y el brazo de gitano de trufa y nata que traía mi abuelo Salvador, además, se ponía el servicio ”bueno” las tacitas de porcelana casi trasparente, las pequeñas servilletas con iniciales y puntillas, las copitas de cristal para los licores, pero sobretodo recuerdo la armonía, el aire sereno y feliz que se respiraba, las ganas de encontrarse y yo en un rinconcito que adoraba escuchar las conversaciones de los grandes…
“Mise en place” muy fácil para recrear una atmosfera de Antan… tenéis presente ese servicio talmente bonito y delicado que no usáis nunca??? ¿Pues ese, y esas servilletas que os han hecho bordar un verano entero??? Pues esas, y la cubertería pequeña??? Si, esa que cada vez os preguntáis quién diablos os la regalo y por qué??? Pues esa también.
No sirve nada más, basta apoyar todo con armonía, añadir alguna peladilla aquí y allá, unos bombones, una plantita unas flores, y listos para recibir a quien sea, pero más que todo veréis la felicidad de vuestros invitados conscientes de ser bienvenidos.

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